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Le Correnti della Gnoseologia

Lo Studio della Conoscenza Attraverso Cartesio, Hume e Kant

I padri della filosofia della Grecia Antica hanno introdotto la distinzione tra il sapere frutto dei fatti esterni e quello nato dall'individuo e la filosofia successiva ha continuato a dibattere sul tema attorno al quale ruota il discorso sulla conoscenza.

Arrivando all'età moderna possiamo così distinguere tra le teorie di Cartesio, notissimo fondatore della matematica che riprende Platone giungendo alla conclusione che la conoscenza è frutto dell'intelletto umano il quale è grado di giungere da sé alla verità.

Agli antipodi troviamo le troviamo i filosofi empiristi, tra i quali possiamo ricordare John Locke e David Hume, convinti assertori della superiorità dei fatti verificabili per via sperimentale e sottoposti al meccanicismo espresso attraverso il rapporto di causa-effetto.

Tra i due estremi della gnoseologia si situa Immanuel Kant, illuminista precursore dell'idealismo che ha dato contributi fondamentali alla gnoseologia illustrando come la conoscenza sia un'intuizione e superando in questo modo le teorie empiriche e quelle fondate sul sapere innato.

La teoria gnoseologica di Kant si basa, infatti, sulla conoscenza innata che è frutto delle nostre categorie mentali, le quali però si mettono all'opera esclusivamente quando fatti esterni le attivano, consentendo loro di mettere in relazione informazioni esterne e conoscenze acquisite, tra le quali le leggi scientifiche frutto della mente umana.